(it) Milano: Fogli di via e pranzo solidale

a-infos-it a ainfos.ca a-infos-it a ainfos.ca
Dom 10 Maggio 2009 23:34:11 CEST


Fogli di via
Pranzo solidale domenica 17 maggio presso la sede della FAI
(viale Monza 255 MM Precotto)
Il 4 dicembre 2009, la Questura di Milano, su richiesta della Digos,
comunicò l'avvio del procedimento finalizzato ad un «foglio di via da
Milano» a un compagno del Comitato Antirazzista milanese. Il 22
aprile, prelevandolo sotto casa sua e accompagnandolo in questura in
piena notte, gli è stata notificata l'ufficialità del provvedimento.
Dichiarandolo "cittadino socialmente pericoloso" e "presumibilmente a
Milano al solo scopo di commettere reati" le autorità
politico-amministrative della città cercano così di eliminare un
soggetto scomodo dalla scena politica territoriale, utilizzando una
legge varata nel 1956 dal ministro Scelba, delfino del forcaiolo
Tambroni che non esitava a far sparare sui cortei operai
Poco ci interessa entrare qui nel merito strettamente giuridico della
vicenda. Basti sottolineare come il foglio di via faccia parte di
quell’ampio armamentario repressivo (fogli di via, avvisi orali,
articoli 1, art. 270, ecc.) che punisce un determinato soggetto non
già per aver commesso qualche reato, cioè per ciò che ha fatto, bensì
per ciò che è, per le sue idee, per il suo profilo personale, per il
suo comportamento generale. In ciò non si tratta di vedere una sorta
di arbitrio eccezionale nel sistema penale vigente; si tratta
piuttosto di rimarcare come tale arbitrio sia la norma del regime
democratico. D’altra parte, se ai clandestini si distribuiscono
provvedimenti di espulsione, a chi cerca di contrapporsi a questo
sistema si elargiscono fogli di via. La bizzarria della sorte mostra
così una profonda coerenza nel trattamento degli indesiderabili da
parte del Potere: un compagno antirazzista subisce un provvedimento a
suo modo analogo, benché con evidente differenza di grado, all’insieme
di leggi razziste che discriminano, colpiscono e reprimono gli
stranieri per ciò che sono, cioè appunto “stranieri”.
D’altra parte è interessante riflettere sulle date del provvedimento
in questione.
La prima, nel dicembre del 2008, all'immediata vigilia dello sciopero
generale del 12 dicembre in cui si profilava una convergenza pratica,
con un’assemblea presso l’università Statale di Milano, tra le diverse
lotte che si stavano producendo sul territorio (dagli amici di Abba,
agli scioperi di Origgio, dalla lotta degli studenti a quella dei
precari). La seconda, due settimane fa, nel caldo delle lotta dei
rifugiati che avevano occupato uno stabile in disuso a Bruzzano (per
far valere praticamente il diritto all’alloggio) e alla vigilia della
manifestazione del primo maggio in via Padova contro la presenza
dell’esercito nei quartieri.
Tutte situazioni in cu il Comitato antirazzista ha fatto la sua parte,
in maniera pubblica e autonoma, intesa a sostenere ogni lotta reale, a
promuovere ogni forma di auto-organizzazione e a mettere in risonanza
i differenti fronti in una prospettiva anticapitalistica, senza
parrocchie istituzionali né velleità identitarie.
Che il provvedimento in questione non sia una mera questione giuridica
lo dimostrano anche gli articoli-velina prodotti dal “Corriere della
Sera” del 21 settembre 2008 (dopo l'exploit degli amici di Abba in
seguito al suo linciaggio) e da “Il giornale” del 24 aprile 2009 (il
giorno dopo le manganellate di Stato sui rifugiati politici). Articoli
che, velenosamente e in maniera denigratoria, cercano di
personalizzare l'attacco, tentando di ricondurre ad un unico individuo
le attività politiche del Comitato antirazzista milanese e soprattutto
di rimuovere i reali protagonisti di lotte che ogni volta sono finite
fuori controllo: i proletari immigrati, vero elemento di novità
politica che evidentemente, nella sua possibile autonomia d’azione,
intimorisce l’autorità costituita.
Di fronte a questo attacco sentiamo l'esigenza di rivolgere un
appello-allarme finalizzato ad una risposta collettiva in grado non
solo di difendere l'agibilità politica e ideologica di tutti coloro
che osano alzare la testa e lottano per cambiare lo stato di cose
presenti; ma anche e soprattutto per proseguire e rafforzare una
prospettiva di intervento costante nella guerra sociale in corso.
Parallelamente alle attività che continueremo a portare avanti (e che
anzi, dopo la riuscita del primo maggio, ci auguriamo crescano in
numero e intensità) condurremo quindi una campagna di autodifesa
puntando al contributo di tutti/e coloro che sentono la necessità di
sviluppare solidarietà attiva e militante nei confronti del compagno
colpito, del comitato antirazzista e, in generale, di tutto il
movimento sociale e politico che si oppone allo stato di cose presenti
Come primo passo, invitiamo a partecipare al pranzo di domenica 17
maggio presso la sede della FAI (viale Monza 255) in cui raccoglieremo
le sottoscrizioni necessarie a sostenere le spese legali.
Nell'occasione avremo modo di sviluppare un momento collettivo di
riflessione su come proseguire e coordinare la battaglia.

Comitato Antirazzista Milanese
da "fm7" <fm7-a-tele2.it>


More information about the A-infos-it mailing list