(it) Unicobas: No alla riforma delle superiori

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Ven 12 Giu 2009 19:06:11 CEST


NO ALLA CONTRORIFORMA DELLE SUPERIORI. COMUNICATO STAMPA 12.6.09
La Gelmini ha atteso la fine delle lezioni per uscire allo scoperto
con un ennesimo grande programma di tagli, questa volta destinato alla
scuola Superiore.
Con il maestro unico e la riduzione del tempo scuola in parte delle
Elementari e delle Medie, dall’anno scolastico 2009/2010, entro tre
anni, vengono già cancellate 87.500 cattedre e 40.000 ruoli ATA.  Ben
sappiamo cosa ha significato il maestro prevalente: svilimento del
tempo pieno, destinato a ridursi a dopo-scuola comunale; eliminazione
dei progetti di recupero-individualizzazione della didattica che
vivevano con le contemporaneità nella Primaria.
Ora, con la riduzione generalizzata delle ore per materia della scuola
Superiore, il taglio del 30% del tempo-scuola degli Istituti Tecnici e
Professionali, in un quinquennio si taglieranno altre 80.000 cattedre
e 30.000 posti ATA. Solo il 30% dei risparmi sarà riutilizzato (male)
nella scuola per differenziazioni economiche stabilite d’ufficio dai
presidi sugli insegnanti-travet.
SUPERIORI. Dal 2010-2011, col "riordino" delle classi di concorso (ad
esempio) per risparmiare, potrà insegnare scienze chi non ha neanche
un esame nella materia: nasce la scuola iperminimalista. Si "salvano"
solo i Licei tradizionali (da 28 a 30 h. - ma viene colpito
pesantemente il latino nello Scientifico). Il Liceo Linguistico viene
ridotto a 30 h. e gli Istituti d'Arte (che confluiscono nel Liceo
Artistico) passano da 40 a 32 h. Negli Istituti Tecnici gli attuali 39
indirizzi con 204 tipologie di corsi vengono ridotti ad 11 in tutto e
distinti in 2 settori: Tecnologico ed Economico, quando in Europa non
esistono meno di 30 indirizzi. L’orario settimanale passa a 32 h.
dalle attuali 36. Ai Professionali tocca la regionalizzazione ed
intanto, nell’incertezza, hanno già subito un’enorme emorragia di
iscritti.
PERSONALE NON DOCENTE. L’effetto dei tagli sarà una riduzione paurosa
della sorveglianza (altro che sicurezza!). In compenso avremo le
classi-ghetto per immigrati.
Come verranno realizzati questi tagli? Tramite regolamenti
ministeriali! Verranno modificati orario di lavoro, durata delle
lezioni e struttura dei programmi. Si prevede inoltre l’innalzamento
drastico di un punto percentuale del rapporto docenti-alunni,
dall’anno scolastico 2010/2011, con conseguente “ingrossamento” e
diminuzione delle classi. Non male per un Paese che in Europa è agli
ultimi posti: 69% di diplomati tra i giovani contro il 73% della
Germania, il 77% della Gran Bretagna, l’80% della Francia, l’81% del
Belgio e della Grecia, l’84% dell’Irlanda, l’86% della Finlandia,
nonché la metà di lauree della media UE.
E NESSUNO PARLA DEL DDL APREA, presto in discussione:
scuole-fondazioni a capitale privato e aziendalistici Consigli di
Amministrazione, drastica eliminazione delle RSU di istituto,
assunzione diretta e valutazione del personale da parte dei
dirigenti...
Si può ben capire perché Brunetta s’appresta – nel silenzio generale
dei “liberali” di governo e con l’assenso scritto di CISL, UIL, SNALS
e Gilda, sindacati della “Berluscuola” – (per decreto!) a rinviare di
3 anni le elezioni sindacali: l’area del centro-destra ne uscirebbe
con le ossa rotte! INFINE, sempre con la complicità di CISL, UIL,
SNALS e Gilda, abbiamo anche un contratto vergognoso.
PIATTAFORMA DELL’UNICOBAS. Il ddl Aprea introdurrebbe l’area
contrattuale separata della docenza, che non risolve nulla per gli
insegnanti e discrimina gli ATA (mantenuti, gli uni e gli altri,
all’interno del comparto indistinto del pubblico impiego). Occorre
L’USCITA DEL COMPARTO SCUOLA DAL PUBBLICO IMPIEGO IN ANALOGIA CON
L’UNIVERSITA’, come previsto nel disegno di legge presentato
dall’Italia dei Valori in collaborazione con l’Unicobas (unica legge
organica in alternativa al ddl Aprea). IL DL 29/93, IMPOSTO ALLA
SCUOLA, ha intaccato la libertà d’insegnamento privatizzando il
rapporto di lavoro, eliminato il ruolo e condannato i docenti a
rimanere all’ultimo posto in Europa per retribuzioni, consentendo solo
“aumenti” pari all’inflazione programmata. OCCORRE USCIRE
DALL’INQUADRAMENTO IMPIEGATIZIO E RICONOSCERE ALLA SCUOLA UN AMBITO
CONTRATTUALE SPECIFICO ED UNITARIO (DOCENTI ED ATA), CON AGGANCIO
ALL’UNIVERSITA’ (che è fuori dal campo di vigenza del DL. 29/93) .

In questa situazione, l’Unicobas invita i docenti delle Superiori a
riflettere bene prima di effettuare una sola ora di straordinario
volontario (a cominciare dai ridicoli corsi “di recupero”)!
Stefano d’Errico (Segretario nazionale)

UNIcobas Scuola
Sede nazionale: V. Tuscolana, 9
Tel., segr. e fax: 0670302626 (4 linee)
00182 Roma


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