(it) Torino. Storie di migranti ai giardini di via Cecchi

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Gio 11 Giu 2009 23:12:28 CEST


Torino. Storie di migranti ai giardini di via Cecchi
Giovedì sera. Giardinetti di via Cecchi. Gente che va e viene, monta
un telo, apre uno striscione. Intorno la gente di sempre al giardino:
gli anziani marocchini con la gèllaba, gli zarretti italiani con jeans
a strizzapalle e mutande fuori, due ragazzini, uno africano e l’altro
maghrebino, lo zuccotto di traverso, che giocano a rincorrersi tirando
su il camicione, due ragazze nere che confabulano su uno scalino.
Qualcuno domanda del film che sta per partire, altri leggono i
volantini. Alcuni ringraziano, uno si sbilancia e suggerisce che è
tempo di mettersi insieme, italiani e immigrati, contro i razzisti che
nelle ultime settimane, hanno cercato di marcare il quartiere con
cortei e fiaccolate.
Gli zarretti tirano fuori un pallone e si scatenano a giocare come
stretti da una rabbia senza troppe parole, poi sull’altalena con i
piedi vicino all’ampli. Nessuno dice niente e loro si stufano presto.
Poco a poco la piazzetta si riempie di gente: facce note e tanti altri
venuti apposta. Ragazzi e adulti delle case vicine che si aggiudicano
una delle sedie o si siedono in terra davanti al telone.
Poi parte “Come un uomo sulla terra”. Le storie, raccontate in prima
persona, del viaggio dall’Etiopia, dalla Somalia, dal Sudan verso
l’Italia. Il deserto, i trafficanti d’uomini, quelli che la solitudine
di sabbia si inghiotte per sempre. Dopo, più crudele del deserto, li
attende la traversata della Libia. Il governo di quel paese,
lautamente sponsorizzato dall’Italia, gestisce lager per migranti,
dove stupri, violenze e umiliazioni sono il pane quotidiano. Se la
cava chi paga. Una volta, due, tre, quattro... Un uomo racconta di
essere stato arrestato sette volte e venduto cinque. Ogni volta la sua
famiglia ha pagato il riscatto, che, dopo mesi e mesi di sofferenze,
lo ha portato in Italia. Oggi, dopo gli accordi stretti dal governo di
Roma con quello di Tripoli, chi arriva viene riportato all’inferno. Un
inferno dove il ministro dell’Interno Maroni rispedisce ogni giorno
uomini, donne e bambini in fuga dalla guerra, dalla dittatura, dalla
repressione, dalla fame. Persino l’ONU ha provato ad alzare la voce,
ma niente.
Le immagini di Gheddafi che tratta con Frattini nel 2006 si
sovrappongono a quelle dello stesso Gheddafi che sbarca a Roma e si
stringe a Berlusconi. Due criminali, che si giocano la vita di
migliaia di persone tra chiacchiere e retorica. La foto di Omar al
Mukhtar in catene tra i militari italiani che lo hanno catturato nel
1931 appesa al petto di Gheddafi, si mescola con i racconti degli
immigrati africani incatenati, picchiati, umiliati, stuprati nelle
galere libiche di oggi.
Il governo italiano paga il prezzo del sangue dei centomila libici
ammazzati durante l’occupazione e il padre e padrone della Libia
ringrazia, assicurando di mantenere e potenziare le sue galere.
Le due ragazze africane in fondo al giardino si avvicinano allo
schermo che racconta di altre ragazze come loro. Gli zarretti si
stringono uno sull’altro su una panchina e guardano attenti le storie
di ragazzi uguali a tanti loro vicini di casa.
Due marocchini vestiti bene si avvicinano e scuotono la testa. Venisse
qui, dove italiani, africani, magrhebini, cinesi, romeni, peruviani
vivono fianco a fianco, Gheddafi non sarebbe certo il benvenuto.
Qui, in questa periferia come tante a Torino, per una sera, la
solidarietà ha suonato più forte dell’odio.
Prossimi appuntamenti:
Martedì 16 giugno
Dalle 18 alle 24
Punto info antirazzista sul pacchetto sicurezza - in via Po 16
Il consueto incontro del giovedì in corso Palermo è anticipato a
martedì al punto info antirazzista
Giovedì 18 giugno
saremo in piazza Madama Cristina per la serata informativa sul
pacchetto sicurezza promossa da Torino Squatter.
Appuntamento dalle 19.
Saranno presenti gli avvocati Bisacca e Novaro.
Venerdì 19 giugno
Futuro radioattivo
Boccia Squat & FAI Torinese organizzano “Futuro Radioattivo”, serata
informativa sul nucleare.
Interverranno alcuni esperti del settore.
A seguire cena Bellavita, proiezioni a tema, musica fino a notte inoltrata.
Dalle 20 alla Boccia Squat in via Giacomo Medici, 121.
Per info e contatti:
Federazione Anarchica Torinese – FAI

Corso Palermo 46 – la sede è aperta ogni giovedì dalle 21

fai_to @inrete.it 338 6594361


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