(it) Comidad, le news del 25 settembre 2008

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Gio 25 Set 2008 20:52:39 CEST


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"Commentario" .
A GIUGLIANO IN CAMPANIA, LA PIÙ SILENZIOSA DELLE BASI N.A.T.O.
Il Comune di Giugliano, della Provincia di Napoli ed al confine con
quella di Caserta, si prepara ad "accogliere" la nuova base NATO, che,
ufficialmente risulterebbe essere un semplice "trasferimento" della
base che da molti decenni opera a Bagnoli. In realtà questo
"trasferimento" si avvia a risolversi nei termini di quanto già
avvenuto per la base di Comiso in Sicilia, ufficialmente dismessa, ma,
in effetti ancora sotto il saldo controllo statunitense.
La notizia che a Giugliano sarebbe sorta una nuova base NATO - non
lontana dalla base americana già concessa parecchio tempo fa al Lago
Patria senza alcuna autorizzazione del Parlamento -, è giunta appena
agli onori della cronaca locale a causa di una pubblica lettera del
sindaco berlusconiano di Giugliano, che ha scritto al Presidente del
Consiglio e suo leader di partito, non per rifiutare la base, ma solo
per chiedergli di considerare le conseguenze rovinose di questo nuovo
insediamento militare in una zona da tempo congestionata, e inoltre
priva delle necessarie infrastrutture. A Giugliano dovrebbero essere
costruiti duemilacinquecento nuovi alloggi per il personale della
NATO, ciò in un'area soggetta da decenni ad un sacco edilizio, e sede
di numerose discariche autorizzate ed abusive di rifiuti, con una
presenza accertata anche di notevoli quantità di scorie tossiche, in
gran parte di origine militare.
Tra Licola, che è una frazione di Giugliano, e Castelvolturno, che è
in provincia di Caserta, è presente inoltre la maggiore concentrazione
in Campania di immigrati, molti dei quali risiedono in alloggi di
fortuna o, addirittura, in bidonville.
Il sindaco di Giugliano, evidentemente, era all'oscuro del fatto che
una "ripulitura" del territorio da adibire a sede della base militare
era già in atto, infatti a Castelvolturno sei immigrati sono stati
uccisi da sicari che i media ufficiali hanno immediatamente
individuato come componenti del mitico "Clan dei Casalesi", che,
sempre secondo i media, deterrebbero quell'area sotto il loro
controllo criminale.
Nessuna prova è stata portata a sostegno della tesi mediatica secondo
cui gli immigrati uccisi sarebbero stati coinvolti in traffici che
avrebbero disturbato il dominio delle cosche storiche della zona. A
quanto risulta, si trattava di semplici lavoratori, probabilmente
scelti a caso per innescare una spirale di terrore e di provocazioni
utile ad offrire pretesti per eliminare gli insediamenti degli
immigrati, attualmente troppo a ridosso della base NATO in via di
edificazione.
L'ondata di razzismo mediatico nei confronti della Campania, si è da
tempo complicata attraverso il lancio di accuse di razzismo verso gli
stessi Campani, indicati come responsabili prima di aggressioni ai
Rom, ed ora ad immigrati di origine africana. Questo tipo di
rappresentazione è utile per creare confusione, falsi dibattiti ed
altrettanto false alternative circa l'accoglienza o meno da riservare
agli immigrati ed ai nomadi; ed è stata utile per il governo per
spedire cinquecento militari italiani con il pretesto della tutela
dell'ordine pubblico, ma in realtà con la missione di coprire i
movimenti delle truppe e dei mezzi NATO e,  probabilmente, per avviare
anche lo smantellamento delle bidonville degli immigrati.

In tutto questo, rimane sotto assoluto silenzio la presenza incombente
di un insediamento militare di proporzioni inaudite, che dovrebbe
occupare inizialmente almeno quindici ettari per otto corpi di
fabbrica.

Ma queste cifre riguardano soltanto i comandi e la logistica della
base, che, nella realtà prevede altre strutture operative, ed anche
una cintura di sicurezza. Intanto sono arrivati sul posto i primi
quattrocento uomini della NATO, che ovviamente rappresentano solo
un'avanguardia.

Le proporzioni dell'insediamento fanno già capire che non si tratta di
un semplice trasferimento degli uomini e delle funzioni della base di
Bagnoli, ma di una nuova mega-base, che rivela l'ulteriore espansione
della presenza militare statunitense in Campania; una espansione per
la quale il governo e i media non si sono preoccupati di offrire non
solo nessuna spiegazione, ma neppure nessuna informazione, per quanto
parziale o distorta potesse essere.

Visto che, secondo la narrazione ufficiale, quell'area è interamente
sotto il controllo del Clan dei Casalesi, se i media avessero parlato
della base NATO, avrebbero dovuto anche narrarci dell'arrivo a
Giugliano dei dirigenti del Pentagono, magari con il cappello in mano,
per bussare alla porta del Clan in modo da chiedergli il permesso di
collocare in quel territorio la base militare. La narrazione avrebbe
comportato però troppi dettagli irrealistici, tali da sfidare anche la
fantasia di Roberto Saviano, perciò il governo e i media hanno
preferito semplicemente non dire nulla, senza neppure invocare
stavolta il segreto militare o il segreto di Stato. È stata
sufficiente la congiura del silenzio.

25 settembre 2008
From: "Italiano" <italianovinc-A-alice.it>


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