(it) Milano: 20 settembre: una giornata di lotta autorganizzata contro il razzismo

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Mar 23 Set 2008 15:20:36 CEST


20 settembre: una giornata di lotta autorganizzata contro il razzismo
La cronaca in breve
Sabato a Milano diverse migliaia di persone hanno sfilato per le vie
del centro, in ricordo di Abba e contro il razzismo, partendo da P.ta
Venezia.
Un folto gruppo di giovani, (proletari/e, immigrati/e, giovani "di
seconda generazione", provenienti da tutte le parti del mondo e che
insieme ad Abba si incontravano in S.Babila da anni per suonare e
ballare) si sono invece dati un appuntamento separato, per poi andare
incontro alla manifestazione.
Primo colpo di scena: all'altezza di Corso Venezia, giunti di fronte
al corteo, iniziano dei sit-in e con comizi e slogan continui decidono
di contenderne la testa costringendo il servizio d'ordine del corteo,
guidato da militanti del PRC,  a fare i salti mortali per
riprendersela e riportare la manifestazione dentro i binari
prestabiliti.
Ma giunti a S.Babila nuovo colpo di scena: spazientiti dallo
scavalcamento dei "politici bianchi", e sfruttando il presidio del
comitato antirazzista, la testa del corteo si blocca e, dopo aver
radunato altri 300 manifestanti, si dirige verso il Duomo deviando dal
percorso prestabilito.
Raggiunta piazza Duomo, di fronte a un nuovo tentativo di
scavalcamento e di controllo da parte degli apparati, nuovo e
definitivo colpo di scena: il corteo spontaneo decide di recarsi in
via Zuretti, dove Abba è stato ucciso. A questo punto la polizia cerca
di costituire un cordone per contenere il corteo non autorizzato, ma
questo diventa un segnale per i manifestanti che, al grido di "Abba
vive e lotta insieme a noi", "basta razzismo" e "Giustizia!",
travolgono il cordone della polizia e cominciano a correre verso la
meta, distante quasi 5 km da piazza Duomo.

Poliziotti, giornalisti e militanti della sinistra istituzionale,
rincorrono la testa del corteo ansimando, ma ogni qualvolta riescono a
ricostruire un argine, grazie soprattutto a pattuglie che affluiscono
con mezzi mobili, il corteo rompe nuovamente il cordone e riparte,
sempre di corsa e gridando slogan.

La scena si ripeterà più volte fino in via Zuretti dove un imponente
schieramento di forze dell'ordine impedisce ai manifestanti, diventati
ormai 600, l'accesso al bar del linciaggio di Abba.

Solo a quel punto, gli organizzatori della manifestazione, insieme
alla Digos, riuscivano a riportare la calma e a ottenere una sorta di
momentanea pacificazione della piazza, (contestata da buona parte di
coloro che avevano imposto con l'azione diretta l'arrivo in via
Zuretti), che ha segnato la conclusione della giornata, ben lontana
dal previsto comizio di chi aveva convocato l'iniziativa.



Alcuni elementi di bilancio politico



E' quasi superfluo sottolineare che il dato politicamente più
significativo della giornata sia stato l'irrompere prepotente della
rabbia e della determinazione di una parte consistente degli/delle
immigrati/e in piazza, capaci anche di comprendere le manovre di
pacificazione degli apparati e muoversi di conseguenza. La scelta
iniziale di un concentramento si è poi trasformata in volontà di
prenderne la testa, imporre ritmi, contenuti e percorso, fuori da ogni
logica di controllo dall'alto.

Con la loro autorganizzazione hanno messo in campo un nuovo e
incontrollabile soggetto politico che mette paura all'intera classe
dirigente. Ne è una chiara dimostrazione la copertura mediatica della
manifestazione, tesa quasi unanimemente a occultare questo
protagonismo, criminalizzandone l'azione o cercando di spiegarla
attraverso la presenza di oscuri "mandanti".

Come Comitato Antirazzista avevamo scelto di non aderire ufficialmente
alla manifestazione, ma di parteciparvi chiamando ad un concentramento
indipendente, proprio per cercare di essere strumento e punto di
riferimento per il settore che, nella settimana che ha preceduto la
manifestazione, era emerso come l'unico in grado di imprimere alla
manifestazione il necessario senso di lotta.

Un settore di giovani proletari/e, immigrati/e, giovani "di seconda
generazione", che ha preso l'iniziativa, indirizzato costantemente la
presenza, più che altro la nostra corsa, all'interno della
manifestazione, dato un segnale di autodeterminazione e di rottura con
la politica di palazzo e  indicato anche il percorso da seguire per le
lotte future.



Comitato antirazzista milanese - info a antirazzistimilano.org



MI 22/09/08



Di seguito il comunicato e il volantino del giorno prima della manifestazione



Il Comitato Antirazzista Milanese sostiene la mobilitazione degli
amici di Abba e della sua comunità, in occasione della manifestazione
di sabato 20 settembre.
Allo stesso tempo, oltre ad esprimere chiaramente una denuncia verso
le "lacrime di coccodrillo" delle autorità razziste della destra
milanese e le solite distorsioni mediatiche, non vogliamo renderci
complici in alcun modo di un'operazione di "recupero politico" messa
in atto, anche attraverso questa manifestazione, da coloro che, in
modo diretto o per via di finanziamenti loro elargiti, hanno sostenuto
governi o sostengono forze politiche responsabili dei campi di
detenzione, dei finanziamenti alle imprese militari, del clima di
guerra e razzismo che oggi respiriamo.
Questi soggetti sbraitano oggi contro il clima socio-culturale di
stampo razzista che prende piede a Milano, ma tentano di fatto di
occultare le proprie responsabilità e di condurre sul piano puramente
mediatico e della rappresentanza l'opposizione a tutto ciò.
Per queste ragioni scegliamo di dare il nostro contributo critico e
militante alla mobilitazione unendoci agli amici di Abba che si
concentreranno al "muretto", loro luogo di ritrovo storico.
Invitiamo pertanto tutti coloro che si riconoscono nelle ragioni di
un'opposizione radicale e classista al razzismo, a concentrarsi in
S.Babila alle ore 14.

Alleghiamo il volantino che verrà distribuito

Comitato Antirazzista milanese

19/09/08

Linciaggio razzista a Milano

Guardiamo in faccia i mandanti!



Si può morire anche così: presi a sprangate da due cittadini italiani
che ti accusano di aver rubato dei biscotti, e poi ti fanno fuori
urlandoti "sporco negro", "vi ammazziamo tutti". E "Abba" è morto
proprio  così, dopo essere stato rincorso e preso a sprangate.

E' questo l'incubo in cui si risveglia la città di Milano, dopo i mesi
estivi trascorsi dalla classe politica del paese e della città a
pensare quali nuove norme quotidiane inventare per far scattare
l'allarme sociale e imporlo con i colpi di spranga legali del
"pacchetto sicurezza".

L'intera classe politica italiana, di destra e di sinistra, al
servizio di padroni e padroncini, ha dichiarato guerra a donne e
uomini immigrati: una guerra che, sull'onda lunga delle "emergenze",
introduce il reato di "clandestinità", rende impossibile la vita per
gli/le immigrati/e privi/e di permesso di soggiorno, dispiega
l'esercito nelle zone a più alto tasso di immigrazione, impone
schedature e impronte digitali ai minori rom, pene detentive e ammende
per la prostituzione, telecamere ovunque, rastrellamenti sui mezzi
pubblici, ronde più o meno private, poteri speciali a sindaci e
prefetti, verso una totale disciplina dei comportamenti (vietato
mangiare per strada, sedersi sulle panchine dopo il tramonto, baciarsi
in macchina...) che toccano tutti.



Un vero e proprio dispositivo di guerra, che militarizza il territorio
e colpisce la parte più precaria e ricattabile della popolazione,
consegnandola al sistema delle imprese, per  essere utilizzata, suo
malgrado, per abbassare il costo generale del lavoro di tutti.

Un dispositivo sostenuto apertamente da quasi tutti i mass-media, che
cercano di occultare gli/le immigrati/e morti/e sui posti di lavoro,
le prostitute immigrate uccise o stuprate sulle strade, le condizioni
di vita disumane in cui sono costretti a vivere i bambini a cui si
prendono le impronte digitali, le condizioni di schiavitù lavorativa
di molti immigrati e immigrate, i centri di detenzione pieni di
migranti sequestrati direttamente sui posti di lavoro.



Il feroce assassinio di Abdul oltre che un omicidio dichiaratamente
razzista è anche l'inevitabile risultato di tutto ciò: è per questo
che due cittadini italiani, padre e figlio, esprimendo la loro
complicità con questo stato di guerra, danno un loro personale
contributo alla sicurezza del paese.



Respingiamo quindi le lacrime di coccodrillo del vicesindaco De Corato
e dei suoi compari di governo che consideriamo anzi i veri istigatori
dell'omicidio.

Al tempo stesso prendiamo fermamente le distanze da coloro che ieri,
appoggiando il governo Prodi (costruzione di nuovi CPT, pacchetto
sicurezza, ecc), hanno preparato il terreno alle destre e oggi,
strumentalizzando la morte di Abba, dichiarano una guerra di facciata
a quel razzismo che essi stessi hanno contribuito a diffondere.

Crediamo invece che l'organizzazione dal basso delle lotte contro
l'ordine della repressione e dello sfruttamento sia, ancora una volta
oggi, il terreno su cui costruire l'unità di tutte le sfruttate e gli
sfruttati.



Contro il razzismo di stato che produce mostri

Sabato 20 settembre, alle ore 14,

Appuntamento  in piazza San Babila, a fianco degli amici di Abba



Comitato Antirazzista Milanese -

info a antirazzistimilano.org

Milano, 19 settembre 2008
da: "fm7" <fm7-A-tele2.it>


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