(it) Torino sabato 27: festa antifascista

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Mar 23 Ott 2007 08:57:06 CEST


Torino: l'antifascismo non si arresta
Era la notte tra il 10 e l'11 giugno del 2005 quando una squadraccia
fascista si introdusse nella casa occupata Barocchio armata di coltelli e
bastoni: due anarchici vennero feriti. Uno di loro, l'intestino traforato
da un fendente, dovette essere operato d'urgenza. Solo per un caso non ci
scappò il morto.
La settimana successiva, il 18 giugno, un corteo di denuncia fu caricato
dalla polizia in via Po, per impedire ai manifestanti di raggiungere
piazza Castello. Pochi minuti e i circa 500 antifascisti vengono dispersi:
due di loro sono arrestati dalla polizia e si fanno due settimane alle
Vallette.

Un mese dopo scatta il mandato di cattura per altri 8 antifascisti, che
trascorreranno i successivi sei mesi tra galera ed arresti domiciliari.
L'accusa nei loro confronti è pesantissima: devastazione e saccheggio, un
reato da tempi di guerra, un reato che vale dagli 8 ai 15 anni di
reclusione.

È il primo atto di una lunga stagione repressiva. Torino e le sue valli
debbono essere pacificate ad ogni costo. Sullo sfondo la vetrina olimpica,
il Tav, una città che mantiene sacche di resistenza ad una ridefinizione
del paesaggio urbano funzionale alla nuova Torino, post industriale (ma
non troppo) che punta a farsi nodo di una rete di scambi e luogo dove la
produzione di eventi affianchi quella di manufatti.

Sono due anni terribili: due anni segnati dalla morte di cinque immigrati
durante controlli di polizia, dallo sgombero di numerosi posti e case
occupate, due anni nei quali si sono moltiplicati i comitati razzisti e
fascisti nei quartieri, che alternano le manifestazioni di piazza alle
ronde notturne contro immigrati, rom, tossici.

Da un lato le luci del varietà, l'enorme luna park sempre aperto,
dall'altro polizia e fascisti scatenati sul territorio.

Certo non tutto è andato liscio: la rivolta della Val Susa ha fermato a
lungo il Tav ed anche il città la resistenza alla devastazione ambientale
ma anche politica, sociale, umana ha messo un po' di sabbia nei ben oliati
ingranaggi della Torino del secondo millennio.

In questi due anni presidi, assemblee, concerti e due cortei nazionali
hanno tenuto viva l'attenzione sul processo agli antifascisti, un processo
che si sta avviando alla conclusione. La sentenza potrebbe essere emessa
il 30 ottobre di quest'anno.

La posta in gioco è molto alta sia sul piano umano che su quello politico.
Ne va della libertà di anarchici ed antifascisti ma anche della libertà di
noi tutti.

Con questo delirio giuridico si vuole colpire e criminalizzare la mera
partecipazione alle manifestazioni, si vuole attaccare la libertà di
partecipare attivamente alle lotte esprimendo le proprie idee.

Questo processo ha una valenza che va ben la di là della Mole. Il reato
per il quale sono perseguiti e per cui rischiano lunghi anni di
detenzione, è, intrinsecamente, un reato di natura collettiva, poiché
prescinde dalle responsabilità individuali. L'accusa di "devastazione e
saccheggio" palesa la chiara volontà di criminalizzare le manifestazioni
di piazza.

Non c'è uno straccio di prova a carico dei 10 compagni. Ma che importa? A
sentire i PM, basterebbe l'intenzione. E che l'intenzione vi fosse lo
deducono dalle biografie politiche redatte dai funzionari di polizia.
Detto in altro modo: sono colpevoli perché anarchici o antagonisti.

Intanto il governo sta completando un pacchetto "sicurezza", nel cui
mirino sono immigrati, lavavetri, posteggiatori, venditori senza licenza.
Mentre gli assassini in divisa, mercenari ben pagati, in nostro nome
portano le bombe, le torture, la ferocia democratica in Afganistan, la
banda Prodi mette in atto misure repressive che colpiscono i poveri, i
senza casa, i senza lavoro, i senza permesso. E se non basterà... si
troveranno sempre truppe di complemento volontarie, pronte a colpire
anarchici e case occupate, ad assalire le baracche dei rom, a dar fuoco ai
barboni sotto un ponte... E per chi non ci sta ecco pronta l'accusa di
devastazione e saccheggio.

Rompiamo il muro del silenzio!
Solidarietà con gli antifascisti.

Invitiamo tutti a scendere in piazza

I prossimi appuntamenti, indetti da varie realtà antifasciste torinesi sono:
Sabato 27 ottobre ore 16 in piazza XVIII dicembre - Porta Susa - festa
antifascista

Martedì 30 ottobre ore 9 al tribunale di Torino, in corso Vittorio
Emanuele 130, presidio dell'intera giornata in attesa della sentenza.

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46 - la sede è aperta il giovedì dalle 21,15 in poi
Info:
mail: fat a inrete.it
tel. 011 857850 oppure 338 6594361


Da: <fat a inrete.it>




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