(it) Comidad: Il contrabbando Nato non è peccato: lo dice il Trattato

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Gio 18 Gen 2007 10:24:31 CET


 NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news precedenti,
può reperirle sul sito  www.comidad.org  sotto la voce "COMMENTARIO".
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IL CONTRABBANDO NATO NON È PECCATO:
LO DICE IL TRATTATO
Le dichiarazioni rilasciate dal ministro degli interni Amato il 15 gennaio sulla
necessità di accettare l'ampliamento della base NATO di Vicenza, poi avallate
dallo stesso Prodi, hanno rappresentato il coronamento e l'ovvia conclusione della
gara di filo-americanismo  iniziata dalle accuse al governo lanciate da Berlusconi
qualche giorno fa. In questa polemica è mancata completamente la giustificazione
strategica dell'ampliamento della base NATO, infatti non è stato assolutamente
spiegato chi sarebbe il nemico da contrastare. C'è stato anche chi dal governo ha
detto che bisogna accettare l'ampliamento perché sarebbe per Vicenza una occasione
di sviluppo, cioè lo stesso argomento che veniva adoperato per giustificare la
base NATO di Bagnoli a Napoli, così anche i Veneti  hanno potuto provare
l'ebbrezza di essere trattati come meridionali. Fassino ha addirittura proposto a
riguardo un referendum consultivo fra i Vicentini, chiarendo in anticipo che tale
iniziativa servirebbe a convincere i cittadini, non a raccoglierne effettivamente
il parere.

La dichiarazione più intelligente a riguardo non è stata quella del
super-intellettuale Giuliano Amato, ma del ministro più naif, Clemente Mastella,
il quale ha giustificato l'accettazione dell'ampliamento della base NATO
semplicemente con l'osservazione che gli Stati Uniti non sopporterebbero un
rifiuto.

Durante lo scandalo del contrabbando di petrolio del 1980 non uscì ovviamente
fuori nessun legame esplicito tra il traffico illegale e la base di Vicenza, ma
tutte le indagini individuarono nella zona di Vicenza l'epicentro del
contrabbando, lasciando così a chi lo voleva la possibilità di fare due più due.
Sino al XVIII secolo le immunità ecclesiastiche consentivano al clero non solo di
sfuggire alle imposte sui redditi da immobili, ma anche di organizzare in grande
stile il contrabbando, perciò i monasteri, e persino le scale delle chiese, erano
il luogo di mercati illegali che sfuggivano alle imposte. È significativo che la
dottrina morale della Chiesa cattolica non abbia mai considerato il contrabbando
come un peccato, neppure veniale.

Oggi che le immunità ecclesiastiche sono in gran parte cessate - anche  se non del
tutto -, la grande area di immunità è quella consentita dai trattati
internazionali, le cui clausole sfuggono completamente al controllo dei parlamenti
e delle magistrature. Pensare che gli Stati Uniti possano fare a loro volta ciò
che fecero a suo tempo i preti, cioè approfittare dei privilegi di
extraterritorialità assicurati dai trattati alle basi americane e NATO, viene
considerata una manifestazione di antiamericanismo e di "complottismo".

In realtà il cosiddetto complottismo si fonda sulla stessa tesi che è alla base
dello Stato di Diritto, cioè  che non ci devono essere immunità perché queste
comportano automaticamente abuso. La concezione dello Stato di Diritto è rimasta
purtroppo un'utopia, ma ha avuto comunque il merito di mettere in evidenza che la
vera garanzia per tutti è che non ci siano privilegi per nessuno.

Anche le accuse di antiamericanismo pongono la questione nei termini di
un'ostilità pregiudiziale verso i nostri "alleati", quando invece il problema
riguarda l'impunità legale di cui essi godono, come ha dimostrato anche la strage
della funivia del Cermis, perpetrata a bella posta per ribadire brutalmente questa
impunità.

Nel 1900 la rivolta cinese dei Boxer - cioè degli allievi delle scuole di Kung fu
- subì da parte della propaganda occidentale l'etichetta di xenofobia, di
pregiudizio contro lo straniero. Che gli stranieri - fra cui c'erano anche gli
Italiani - avessero approfittato dei privilegi di extraterritorialità assicurati
dai trattati estorti al governo cinese per compiere in Cina ogni sorta di sopruso
e di traffico, fu omesso ovviamente dalla propaganda occidentale. I rivoltosi
cinesi furono perciò  accusati di demonizzare l'Occidente, non di combattere gli
abusi perpetrati dai colonialisti tramite i trattati internazionali.

La stessa propaganda vale anche oggi, ma del resto non sarebbe ragionevole
attendersi che i colonialisti riconoscano le ragioni di chi non vuole essere
colonizzato.

18 gennaio 2007


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>




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