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(it) Pordenone: 25 gennaio antirazzista

Date Thu, 23 Jan 2014 18:41:52 +0000


Sabato 25 gennaio a Pordenone à attesa in veste istituzionale, come rappresentante del governo Letta, CÃcile Kyenge ministro dell'integrazione con delega alle Politiche giovanili.
Cosa ha prodotto per i migranti la politica di questa ministra? Sostanzialmente dibattito, dichiarazioni, clamore, contestazioni idelogiche, ma concretamente, nella vita quotidiana e nella prospettiva di milioni di migranti in Italia, non ci sono stati passi in avanti verso un miglioramento delle condizioni umane, lavorative e dei diritti fondamentali. La Bossi-ÂFini, peggiorativa della già pessima TurcoÂNapolitano, à ancora in vigore, i CIE (allora CPT) sono ancora attivi e detengono esseri umani incarcerati e segregati per un pezzo di carta mancante. Il reato di clandestinità produce esclusione, paura e morte (sono centinaia in pochi anni i morti annegati al largo di Lampedusa e non solo) e lâemendamento appena passato in senato che lo limiterebbe à lâennesima farsa sulla pelle dei clandestini. Lâesistenza dei migranti à ancora subordinata al ricatto del lavoro, nelle mani di padroni che possono decidere il giorno in cui dargli speranza e quello in cui levarseli di torno, inutile manovalanza di cui sbarazzarsi.

Eâ vero che il suo ministero à senza portafoglio e le sue proposte (abolizione del reato di clandestinità e Ius Soli) sono blindate dalle âlarghe inteseâ che non le consentono manovre politiche reali. Eppure quando la Kyenge ha accettato di entrare in questo governo antiproletario e sottopancia della BCE e delle sue politiche di âlacrime & sangueâ lo sapeva come stavano le cose, quali giochi politici si celavano dietro le spartizioni delle poltrone e quali reali prospettive di cambiamento avrebbe avuto. Dopo quasi un anno rimangano solo le intenzioni e nulla piÃ: game over!

Non avremmo dunque nessuna buona accoglienza da farle se non fosse che ancora una volta la sua persona di migrante, donna e nera non scatenasse i peggiori istinti dei mai sazi trogloditi.

Cosà anche a Pordenone un manipolo di razzisti e fascisti, che vanno da Fiamma tricolore e casapound a forza nuova, dai leghisti ai forconi, ha deciso di utilizzare il colore della pelle della ministra per sputare il solito odio e i soliti pregiudizi continuando a capovolgere la realtà urlando fantomatici privilegi ai "non italiani".

Come Coordinamento Antifascista e Antirazzista di Pordenone non accettiamo lâassembramento vergognoso di questo rugurgito fascista e razzista in città e non manchiamo di dare solidarietà umana a CÃcile Kyenge per questi insulti. Ma non possiamo rimanere silenti rispetto a cià che rappresenta il ministro che, nei fatti, à la prima visita governativa in città dallâinsediamento del governo Letta.

Le politiche che rappresenta sono un pugno allo stomaco per la gran parte delle genti di queste terre a nordÂest, dove ogni giorno e da tempo si sommano cassintegrazioni, licenziamenti, aumenti della disoccupazione, degli sfratti e della precarietà in generale.

Questo à lâenensimo governo della TAV, degli acquisti miliardari di cacciabombardieri, dei tagli alla sanitÃ, alla scuola e alle universitÃ, dellâaumento delle tasse e dellâimpoverimento generale.

PerciÃ: via i fascisti e i razzisti da Pordenone e nessuna accoglienza signora ministro, ritorni a fianco dei migranti, nelle associazioni, nei comitati antisfratti, in quelli contro i CIE, nelle lotte di base e territoriali dove la solidarietà umana reincontrerà anche quella politica.


Coordinamento Antifascista Antirazzista Pordenonese
da alterlinus-a-libero.it
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